Taccuino

Sul turismo Versiliese

La Pasqua è solo uno degli episodi che testimoniano la necessità di rivedere alcuni parametri fondamentali del sistema turistico. Prima di tutto, la Versilia è un brand legato al sole e al microclima: il meteo, cioè, diventa la componente attorno alla quale costruire il sistema di offerta. Poi, la Versilia ha bisogno di organizzarsi attorno ai grandi temi del turismo, che oggi fanno leva sull’esperienza del turista, sulle sue emozioni. Camaiore, in questo senso, da anni lavora al consolidamento dell’immagine che si caratterizza per quattro target principali: ambiente e sport; gastronomia; spettacolo; tradizioni popolari. Non si può pensare di proseguire su su logiche che appartengono ai primi anni 2000.

Dal momento che non sempre è stato chiaro che cosa dovesse essere il turismo nel nostro Comune, è solo negli ultimi anni che ha preso corpo una strategia di costruzione di un modello innovativo: trovare un’identità turistica originale e non scopiazzata – specie se non lo si è mai fatto prima – richiede tempo, idee chiare, strumenti nuovi e investimenti.

Il che apre a un’altra contraddizione che tutti i Comuni vivono: istanze di investimenti crescenti e istanze di contenimento della pressione fiscale, come coniugarle? La coperta è corta, si chiede di contenere i tributi locali e la ricerca di finanziamenti sovracomunali necessita tempi più lunghi. La nostra Amministrazione ad esempio, è al terzo anno di fila senza variare le aliquote né le tariffe, cosa che è precisa risposta anche del mondo produttivo. La risposta non può essere sempre e comunque l’indebitamento, parametro che stiamo curando negli ultimi bilanci. Come sciogliere questa contraddizione?

In primo luogo condividendo gli obiettivi: abbiamo bisogno che tutti facciano la propria parte sul fronte promozione e informazione; sulla costa, Toscana Promozione appare come interlocutore inesistente per cui attiveremo una convenzione apposita con l’Unione dei Comuni o tra i Comuni. Le opportunità ci sono anche fuori dalla stagione estiva, ma non riusciamo a farle conoscere. Un inciso: stiamo lavorando a una piscina olimpionica nel nostro Comune ma per un investimento del genere ci vuole tempo. Noi sinora abbiamo rinunciato alla tassa di soggiorno, pensando che fosse un elemento stesso di promozione ma se gli operatori ci chiedono di attivarla per finanziare questa attività, siamo pronti a discuterne.

In secondo luogo crescendo sul fronte dei servizi, pubblici e di ospitalità.

La Versilia va strappata alle logiche degli anni Sessanta e alle nostalgie: i servizi pubblici non sono ancora adeguati, e la battaglia amministrativa su questo è serrata. Un esempio? Il mercato rionale del Lido il giorno di Pasquetta e la SEA che la mattina dopo non ha ancora finito di pulire. La sensazione è che non si tratti di inefficienza episodica, ma cronica. SEA è incapace di organizzare i servizi di raccolta ritagliandoli sulle stagioni e sulle utenze, senza approfittarne per gonfiare i dividendi di qualcuno.

E ancora: il trasporto pubblico tarato in modo poco adeguato a valorizzare le rotte e i punti di interesse, anche dell’entroterra. Proprio due settimane fa ho chiesto a CTTNord di anticipare la partenza della navetta notturna e di ritardarne la disattivazione.

Ma anche il settore alberghiero, che è il traino dello sviluppo turistico, ha i suoi compiti da fare: stiamo attivando la costruzione del Piano Operativo, recependo le proposte degli albergatori, ma è necessario che restyling e ammodernamento dei servizi si caratterizzino.  Nel 2014 proposi alle categorie ricettive del Comune di sottoscrivere un protocollo di intesa che premiava con la fiscalità locale chi dimostrava di offrire servizi per il turista sportivo, legandosi a officine, noleggi bici, maneggi, guide alpine o turistiche, musei, teatri. Siamo ancora fermi a una bozza (…). Ma è evidente che il brand “Versilia” non si può più accontentare del passato: Romagna, Salento o Liguria non vanno scopiazzate, perché gli elementi identitaria su cui far leva certo non mancano, ma di certo queste realtà ci mostrano un metodo da seguire.

La terza direttrice di azione è concertare una strategia di lungo periodo, ma non è facile farlo quando le leggi cambiano continuamente e l’individualismo affligge politica e settori economici. Si dovrebbe allineare la pianificazione strutturale dei Comuni versiliesi, se non facendo un piano strutturale e strategico unico, quantomeno rendendo coerenti i vari strumenti. Il Comune di Camaiore ha fatto questo passaggio e anche dal confronto con i Comuni limitrofi è nata l’idea di non consumare nuovo suolo a Lido se non per nuovi alberghi, di rigenerare il patrimonio edilizio, di recuperare le colline facendone alberghi diffusi, di lavorare all’idea del “mare d’inverno”, come progetto di valorizzazione sportiva, turistica ed esperienziale delle spiagge in inverno, che hanno il loro fascino romantico e potente da far riscoprire, pur nascosto da passeggiate e lungomare ormai edificate.

L’attenzione c’è e non è mai venuta meno: servono metodo, pazienza e serietà, sia alla politica che a chi lavora.

Lido di Camaiore