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No allo stop del recupero della grande evasione fiscale

In questi giorni ho avuto occasioni di sentire al telefono parlamentari e anche qualche membro del Governo. La situazione è chiaramente critica, l’emergenza COVID19 è una situazione senza precedenti e le difficoltà sono molte, anche a Roma, dove alla voglia del Governo di investire corrispondono gli appunti dei burocrati interni che mettono pali, paletti e muri. Sì, avete capito bene: non è l’UE a impedirci di spendere, ma le tante eccezioni degli organi interni allo Stato – occupati da funzionari, professionisti, e non da politici – che si occupano dei conti del Paese.Della serie: “vuoi spendere? Bene, allora garantisci le entrate” che è un principio malsano in un tempo in cui non si può chiedere alla gente a casa – senza lavoro – di pagare. E anche questo è uno dei paradossi da risolvere, perché la burocrazia non sia complice del COVID19 per un Paese che sta resistendo e ha bisogno di sostegno. E va dato atto al Governo che sta cercando di trovare soluzioni per sostenere famiglie e imprese, senza mancare di tenere il Paese sospeso a tutela della salute di tutti e della vita di ognuno. Non c’è gara fra salute e denaro, non nell’epoca dell’emergenza COVID19.

In tutto questo, c’è una cosa che mi ha fatto impressione. Di tutte le sospensioni che il Governo ha fatto, ne esiste una che proprio non mi va giù: aver sospeso il recupero dell’evasione fiscale, sia a livello nazionale che a livello locale. Non dico i piccoli importi, per cui poteva anche essere comprensibile: è stata sospesa l’attività di recupero di tutti gli importi. È inconcepibile e inaccettabile. È immorale. Se oggi a questo Paese mancano i posti letto non è colpa solo di chi predicava “meno tasse” e tagliava la sanità, non è responsabilità solo di chi ha fatto debito pubblico per fare spese e sperperi nei decenni passati: questi sono solo “complici” di un sistema-Paese nel quale due sono i veri responsabili dei problemi dei servizi pubblici e anche della sanità. La corruzione e l’evasione. E se contro la corruzione esiste un sistema punitivo che va avanti senza sospensione, fa onestamente dispiacere che il Governo abbia deciso di non chiedere agli evasori – di ogni campo: pensate al commercio on-line e alle multinazionali, o ai grandi manager – di restituire, specie in questo momento storico, ciò che hanno sottratto e ciò che serve adesso. Anche per noi, in Comune, avere a disposizione il recupero dell’evasione avrebbe significato poter continuare a garantire stipendi ai dipendenti e pagamento di fatture senza dover andare in anticipazione di cassa (spiegato in parole povere: una sorta di “scoperto di conto corrente” del Comune, che normalmente dura 1 o 2 mesi su 12). Per dire, sul 2020 l’evasione a Camaiore – con azione di recupero dal 1 gennaio al 31 dicembre – avrebbe valso circa 2 milioni di euro. Vedete, si può discutere se le tasse siano all’altezza dei soldi che paghiamo: ma ricordiamoci che la differenza spesso la fa la corruzione, cheta sparire risorse nel nulla. Lottare contro la corruzione e le mafie è doveroso. Dobbiamo però ammettere che è inopportuno sospendere il recupero dell’evasione, è immorale e ai limiti dello scandalo: quei soldi servono a noi, nelle comunità; servono alle Regioni per sistemare i sistemi sanitari regionali che hanno dovuto trasformare i tagli dello Stato – fatti negli ultimi anni (1995, 2003, 2009, 2011, 2013 e 2018) – in atti di resilienza e “riforme” delle funzioni e dei servizi (o, addirittura, in riduzioni consistenti – vedi al Sud).

Auspico che ci ripensino: i grandi evasori che hanno sottratto alle Amministrazioni le risorse sono i primi a dover contribuire alla lotta a questo maledetto COVID19. Ripeto, è necessario distinguere il livello di importo, al di sotto del quale opera la sospensione, da quello oltre il quale le azioni di recupero non vanno sospese. Non dico di non sospendere per i piccoli importi: tuttavia, trovo inaccettabile che la sospensione operi per coloro che hanno evaso consistenti somme, per le quali è necessario che lo Stato proceda comunque. Per gli evasori, pagare non deve una generosa donazione, non deve essere un atto volontario o una liberalità. È un dovere civico con cui tornare ad avere cittadinanza senza avere sulle proprie mani le macchie delle vite di quelle persone che hanno dovuto aspettare un posto letto, in queste settimane, magari senza fare in tempo a riceverne uno per essere salvati.