Camaiore

Il sistema dei rifiuti in 10 punti

La vicenda della gestione dei rifiuti ha appena raggiunto una svolta decisiva per Camaiore: dopo aver atteso per mesi un’adeguata risposta di SEA Ambiente al nostro nuovo Piano Industriale, stamattina ho incontrato la società ERSU e riscontrato con gioia la sua disponibilità a collaborare per proporsi come nuovo gestore del servizio. I prossimi mesi non saranno facili, ma in questa battaglia sappiamo di poter contare su tutta la città. Se ce la faremo, i lavoratori di SEA Ambiente assegnati al Comune di Camaiore passeranno senza eccezioni al nuovo gestore in virtù del Contratto Collettivo Nazionale. 

Un percorso lungo e faticosissimo, in cui finora non è mai stato semplice aprirsi una via tra il nostro vantaggio e la legge, la tutela dell’ambiente e quella dei lavoratori. Come già feci alcuni mesi fa, vista la svolta torno a offrirvi un riassunto chiaro, completo e aggiornato, da leggere in meno di dieci minuti per sapere tutto.

.

1. La legge sul gestore unico

 

Fino a tempi recenti i Comuni sceglievano in autonomia la società cui affidare il servizio di gestione dei propri rifiuti. Camaiore scelse SEA S.p.A. nel 2002.

Le novità giunsero nel 2011, quando la Regione Toscana emanò una legge (69/2011) per introdurre la gestione integrata dei rifiuti urbani: il territorio fu suddiviso in tre Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) e in ciascuno di essi sarebbe sorto un gestore unico del servizio. Non più un gestore per Comune, quindi, ma uno solo per tutti i Comuni di ciascun ATO. Da allora, Camaiore rientra nell’ATO Toscana Costa con altri 99 Comuni delle Province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa.

.

2. La nascita di RetiAmbiente

 

L’Assemblea di ATO Toscana Costa passò dunque a costituire la società che sarebbe divenuta il gestore unico e, valutati i notevoli investimenti necessari (220 milioni, perlopiù per inceneritori), decise di privatizzarla. Nel dicembre 2011 fu dunque costituita RetiAmbiente S.p.A. e subito avviata una gara per selezionare il socio privato.

Intanto i Comuni cominciavano ad aderirvi con un semplice meccanismo: ciascuno cedeva ad essa le quote detenute nella società cui aveva affidato la gestione dei rifiuti; così, RetiAmbiente aumentava il proprio capitale e acquisiva il controllo di tutte quelle società.

.

3. L’adesione di Camaiore

 

Il 9 gennaio 2017, ben cinque anni dopo l’avvio della gara per individuare il socio privato, ATO Toscana Costa dovette annullarla per un errore procedurale. Tutto da rifare. 

Nel frattempo, a marzo, Camaiore completò la sua adesione a Reti Ambiente cedendole le azioni detenute in SEA Ambiente S.p.A.. Del resto, il contratto con SEA Ambiente scadeva il 28 febbraio e i risultati deludevano sia per le aspettative che per le risorse investite.

.

4. Il tentativo di uscita da SEA Ambiente

 

Così, scaduto il contratto, potevamo scegliere se restare in un regime di proroga con SEA Ambiente o affidare il servizio a un’altra società. In entrambi i casi, la scelta sarebbe valsa fino all’operatività di RetiAmbiente (costituita nel 2011, in gara per 5 anni per trovare il socio privato e ora costretta a ricominciare da capo).

Il dovere di tutelare l’interesse pubblico ci indusse a scegliere di chiudere la collaborazione con SEA Ambiente per cercare altrove un servizio migliore; perciò il 28 dicembre 2017 avviammo un’indagine di mercato – per legge, rivolta alle società controllate da RetiAmbiente (Ascit, Esa, Ersu, Geofor, Rea e SEA Ambiente).

Contemporaneamente iniziai la dura battaglia per convincere ATO Toscana Costa ad attivare RetiAmbiente come società pubblica, senza attendere di individuare un socio privato che oggi nemmeno serve più (grazie al Cielo, l’era degli inceneritori è finita).

.

5. L’ingerenza di RetiAmbiente

 

Alla scadenza della nostra indagine di mercato, il 19 gennaio 2018, non avevamo ricevuto offerte, ma solo tante risposte straordinariamente identiche: Stante la necessità di valutare attentamente la richiesta avanzata da codesta spettabile amministrazione e di doversi necessariamente coordinare con le altre società facenti capo alla società partecipante RetiAmbiente S.p.A. per qualsiasi iniziativa nell’interesse economico comune, l’azienda ritiene, attualmente, di non poter esaudire la suesposta richiesta.

Neppure il tempo di denunciare il fatto, già gravissimo, che il giorno seguente arrivava una lettera di SEA Ambiente contenente un’offerta riferita all’indagine appena scaduta. Attoniti, rinnovammo quindi l’indagine di mercato alla luce della rottura del patto di non belligeranza tra le società da parte di SEA Ambiente. Ma alla scadenza del 7 febbraio, di nuovo nessuna offerta.

A quel punto mi era chiaro che RetiAmbiente stesse ostacolando la libera concorrenza per favorire SEA Ambiente, impedendo a Camaiore di perseguire l’interesse dei suoi cittadini. A rafforzare la mia tesi, il 9 febbraio il presidente di Ersu Alberto Ramacciotti dichiarava di non aver potuto inviare un’offerta a Camaiore per uno stop ricevuto da RetiAmbiente.

.

6. La riconferma di SEA Ambiente

 

Era tardi. Il Comune doveva stabilire la tariffa TARI per approvare il Bilancio di Previsione entro i termini di legge. Non c’era altra via che riconfermare il Piano Tecnico del 2017 e la proroga a SEA Ambiente per la gestione del servizio. Ma non ci stavamo arrendendo.

A marzo abbiamo incaricato un tecnico di stilare un Piano Industriale in cui indicarci le necessità e il giusto prezzo per raggiungere i nostri obiettivi: la riduzione dell’indifferenziata, l’estensione completa del Porta a Porta e un serio programma di pulizia delle strade. Così, qualunque cosa ci riservasse il futuro, Camaiore avrebbe saputo fare il proprio interesse.

.

7. La primavera di RetiAmbiente

 

Dopo tanto lottare, una grande vittoria. Ad aprile l’Assemblea di RetiAmbiente ha approvato una modifica allo statuto che elimina la necessità del socio privato: introducendo il “controllo analogo”, RetiAmbiente può finalmente attivarsi interamente pubblica. Nessuno poteva immaginare quale nuova brutta piega avremmo preso di lì a poco. 

Il 19 giugno, scaduto il mandato dell’amministratore unico Marco Frey, con un inaccettabile atto d’imperio l’Assemblea di RetiAmbiente approfitta della nuova nomina per passare dalla forma di governance dell’Amministratore Unico (più che sufficiente a una società ancora inattiva) a un Consiglio di Amministrazione, con un metodo ritenuto da molti inopportuno e intempestivo. Non solo. Tra i Consiglieri, tutti amministratori di società interamente pubbliche, una strana eccezione: Fabrizio Miracolo, già presidente di SEA Ambiente e SEA Risorse, sul cui capo pendeva pure una nostra contestazione all’ANAC per la presunta nullità della sua nomina a Presidente di SEA Risorse.

.

8. La caduta del Presidente di SEA Risorse

 

Mentre il nuovo Consiglio di Amministrazione si insedia e nomina Presidente Daniele Fortini, ad agosto arriva la decisione di ANAC sulla nomina di Miracolo in SEA Risorse. La delibera sancisce la nullità del conferimento dell’incarico e del relativo contratto per violazione del cosiddetto “periodo di raffreddamento” (art. 7.2 del d.lgs. 39/2013), che impedisce la nomina in società pubbliche di chi vi abbia già ricoperto cariche nel biennio precedente.

A nulla è valsa anche la richiesta di sospensiva subito mossa dall’interessato e dal Comune di Viareggio per tenere Miracolo al proprio posto, rigettata dal TAR Lazio a settembre.

.

9. L’introduzione del Piano Industriale di ESPER

 

La società ESPER, incaricata dal Comune a marzo, ci consegna in estate il “Piano industriale per la riduzione e gestione dei rifiuti urbani del Comune di Camaiore”, redatto con la supervisione del dottor Attilio Tornavacca. Il documento introduce una lunga serie di novità capaci di farci raggiungere in poco tempo alti livelli di raccolta differenziata al costo sinora sostenuto, e con possibilità di risparmi futuri. Ora abbiamo chiaro cosa poter pretendere: un sistema di raccolta dei rifiuti preciso, efficace ed economico.

.

10. Da SEA Ambiente a ERSU

 

Forte del nuovo Piano, subito trasmesso a SEA Ambiente e approvato dalla Giunta Comunale il 29 agosto, abbiamo atteso per mesi una proposta adeguata per il 2019; ma ad oggi, nonostante i solleciti e l’impegno di RetiAmbiente, SEA Ambiente non ci ha ancora inviato una risposta adeguata né soddisfacente per il 2019 e neppure per il 2018.

Così, decisi a realizzare un sistema di gestione dei rifiuti per il quale Camaiore ha già atteso oltre il dovuto, nei giorni scorsi abbiamo proposto un incontro alla società ERSU S.p.A., che fa parte di RetiAmbiente, gestisce l’impianto di Pioppogatto e svolge già il servizio per i Comuni di Pietrasanta e Massarosa.

L’incontro di questa mattina è stato all’altezza delle nostre aspettative: abbiamo condiviso con l’ente il nostro Piano Industriale e dal confronto è subito emersa la concreta possibilità di una collaborazione in linea con i nostri obiettivi. Nei prossimi giorni, mentre ERSU sarà a lavoro per inviarci una proposta formale per il 2019, noi tracceremo il percorso necessario per procedere con il contratto.

A presto con gli aggiornamenti.

 

.

Alessandro a Bussoladomani