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È tempo di essere responsabili #iorestoacasa

Siamo un popolo abituato a non star fermo: a muoverci, lavorare, socializzare, avere contatti; siamo il Paese de “La bella vita”. Noi Italiani siamo fatti così: io, che faccio il Sindaco, ho sempre voluto manifestare l’affetto per la mia gente stringendo mani, abbracciando, scambiando affettuosi baci con le tante signore anziane che trovo per strada o che ogni venerdì passano ai ricevimenti solo per sapere come sto o per fare due chiacchiere.

Ma adesso fermiamoci. Fermati. Fermati e ascolta per un attimo i medici e le Istituzioni.

Il COVID-19 corre sulle gambe di chi si muove, ha contatti, fa vita sociale. Il divieto di spostamento – salvo che per ragioni di lavoro, necessità o salute (che le autorità di polizia vi chiederanno di certificare nei controlli che sono in corso) – è una misura determinante per contenere il contagio: meno giriamo e meglio è. Gli spostamenti sono quelli che facciamo in macchina, motorino, treno, aereo, autobus: vanno limitati al massimo.

Quando mi scrivi che vuoi fare una passeggiata fuori casa, a piedi, ricordati che il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri non lo proibisce, per il momento. Certo, però, usa il buonsenso. Se stai nel centro storico e hai un appartamento, per cui hai necessità di far uscire il cane, esci: ma non farlo creando capannelli in piazza con gli amici, perché non si può. Vai, fai il tuo giretto, raccogli le deiezioni (per favore!) e tornatene a casa. Ma stai attento: andare a fare una passeggiata non significa che prendi la macchina e vai verso la costa, o che prendi la macchina e vai verso le Apuane. No, non va bene: quello è uno spostamento e non lo devi fare, perché non è consentito (salvo, appunto, che non sia motivo di lavoro, salute o necessità oggettiva e urgente). Avrai tempo di tornare al mare o sulle Apuane: ci tornerai tanto prima quanto più limiterai, come me, contatti e spostamenti.

Io, come te, sono abituato a fare sport: la mia palestra, come tutte, adesso è chiusa. Per questo, ho contattato al telefono Omar (il mio personal trainer) e mi sono fatto dare qualche dritta su come mantenermi in forma sfruttando spazi e arredi di casa. Se devo andare a sgranchirmi le gambe, ci vado, ma non mettiamoci a fare le maratone: ci sarà tempo per quelle, passato tutto. Ma quel tempo non è adesso.

Come te, ho una sorella, sono zio, ho dei genitori: per quanto stiamo vicini, li sento al telefono, ci sentiamo su Whatsapp o Facebook, perché so che se faccio così proteggo loro e me e aiuto tutti a uscire prima possibile da questa situazione. E se voglio una pizza, chiamo per farmela portare a casa: non vado a prenderla io e non vado a fare la spesa come sempre, limitandomi ad andare per quello che davvero serve: i punti di rifornimento alimentare (come farmacie e parafarmacie) sono sempre aperti, aiutami a far capire che gli assalti sono un atteggiamento inopportuno e inutile.

Come te, sento l’irrefrenabile desiderio di tornare ai miei ritmi di vita e sento anche la preoccupazione, ma non mi lascio tentare: non mi tenta il panico, perché so che devo essere serio e riflettere su quello che faccio, dando l’esempio; non mi tenta la sottovalutazione, perché la situazione è difficile e voglio proteggere le persone che amo, cercando di essere cosciente.

Ho visto come te i video di chi che dice che è tutto aperto, che va tutto bene, che in treno c’è gente e chi dice di stare a casa è matto; ho letto come te gli appelli a non drammatizzare. Non ti far convincere, non crederci: sono irresponsabili e folli.

I soldi vengono dopo la salute, non prima.

Come te, anche io ho un’attività, sono un libero professionista e una Partita IVA; ma so che per i problemi economici i rimedi dovranno trovarli per forza: e infatti, il Governo e il Parlamento, proprio mentre ti scrivo, sono al pezzo per aiutare tutti con uno sforzo enorme (scadenze, tasse, mutui, casse professionali, ecc.). Per la salute e la vita – tue e delle persone che ami – il rischio è che non ci siano rimedi, e non possiamo permetterci di correre questo pericolo.

Fermati, pensa e ascolta. Sai essere serio e responsabile e sai bene che in questo momento è dalla tua scelta quotidiana che dipende la possibilità del Paese intero di uscire da questa emergenza.

Richiama chiunque a rispettare le regole che in questi giorni sono poste, perché tutti dobbiamo rispettare e pretendere il rispetto delle regole: prima ci atteniamo, prima usciamo dall’emergenza.

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