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Appalti sotto soglia comunitaria: giurisdizione CGUE e interesse transfrontaliero

Corte giustizia Unione Europea, sez. IX, sentenza 14/02/2019 n° C-710/17

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Con la sentenza 14 febbraio 2019 la IX Sezione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è occupata del rinvio pregiudiziale posto dal Consiglio di Stato ai sensi dell’art. 267 TFUE.

I Giudici della V Sezione di Palazzo Spada, infatti, con ordinanza n. 4982 del 30 ottobre 2017, avevano fatto appello alla giurisdizione della Corte di Giustizia per dirimere una controversia in merito alla interpretazione dell’articolo 53, comma 3, del d.lgs. n. 163/2006 (Codice vigente all’epoca della controversia). Più precisamente, si trattava di una vicenda processuale scatenata, in appello, dalla sentenza n. 18 depositata dal TAR Friuli Venezia Giulia l’11 gennaio 2013, con la quale era stato respinto il ricorso di un Consorzio di Cooperative proposto per l’annullamento dell’aggiudicazione a una concorrente nella gara promossa dal Comune di Tarvisio (di valore poco superiore a 3 milioni di Euro) per progettazione e realizzazione di un’opera pubblica (impianto di teleriscaldamento): nella fattispecie, la ricorrente censurava la legittimità dell’aggiudicazione nella misura in cui questa aveva consentito all’aggiudicataria controinteressata di vincere la gara attraverso un’ATI che, non avendo i requisiti per la progettazione, si era avvalsa di un tecnico libero professionista che, a sua volta, si era avvalso dei requisiti professionali ed esperienziali di un ulteriore tecnico professionista.

Tale impianto prestazionale, a detta del TAR Friuli, non trovava alcuna collisione con le regole di cui all’articolo 48, paragrafo 3, della direttiva n. 2004/18 (paragrafo che dispone che «[u]n operatore economico può, se del caso e per un determinato appalto, fare affidamento sulle capacità di altri soggetti, a prescindere dalla natura giuridica dei suoi legami con questi ultimi. Deve, in tal caso, provare all’amministrazione aggiudicatrice che per l’esecuzione dell’appalto disporrà delle risorse necessarie ad esempio presentando l’impegno di tale soggetto di mettere a disposizione dell’operatore economico le risorse necessarie») né con il richiamato articolo 53 (il cui comma 3 indica che «quando il contratto ha per oggetto anche la progettazione, … , gli operatori economici devono possedere i requisiti prescritti per i progettisti, ovvero avvalersi di progettisti qualificati, da indicare nell’offerta, o partecipare in raggruppamento con soggetti qualificati per la progettazione»).

In altre parole, tutta la vicenda interpretativa ruotava attorno all’ammissibilità o meno del c.d. “avvalimento a cascata”, specie per quanto riguarda la posizione dei soggetti esercenti libera professione. In effetti, nel precedente regime normativo di cui al d.lgs. n. 163/2006, non esisteva una norma esplicita in merito all’ammissibilità dell’avvalimento a cascata.

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