Taccuino

29/6/18. Per Viareggio

Certi eventi lasciano segni indelebili nella memoria individuale e in quella collettiva. Si prova nel ricordo di dove e con chi eri, cosa stavi facendo e come hai saputo cos’era appena successo. La sera del 29 giugno 2009 ero sulla terrazza del Pool Jazz con un gruppo di amici: un bagliore lontano, un rumore, poi il silenzio. Il pensiero che si fosse trattato di una qualche attività pirotecnica, quindi il rientro a casa per dormire. Fu mio padre a bussare alla finestra della mia camera e dirmi di accendere la tv.

Quelle immagini terribili impresse nella nostra memoria erano niente in confronto a ciò che si sarebbe scoperto più tardi. La tragedia di famiglie distrutte, vite polverizzate e lunghe agonie: non “uno spiacevole incidente” come fu definito –  e che sempre più motiva il mio sostegno alla richiesta di revoca di quel vergognoso e umiliante Cavalierato – ma, sappiamo oggi dalla Giustizia, una colpevole omissione di sicurezza in un sistema tanto strategico quanto rischioso nella sua quotidianità.

Ogni anno partecipo al Corteo organizzato dall’associazione Il Mondo Che Vorrei: un momento di memoria, solidarietà e consapevolezza profonda dell’importanza della sicurezza. Se poi si ha un compito istituzionale, si ha anche il dovere di adoperarsi perché queste cose non accadano o non si ripetano. Oltre la mia personale stima e ammirazione per Daniela, Marco e i familiari delle vittime, c’è la gratitudine di avermi concesso di iniziare un percorso amministrativo e politico di sostegno alla loro causa: sia in ANCI Toscana, dove mi occupo di Infrastrutture e Mobilità, sia nel Comune di Camaiore e nell’Unione dei Comuni della Versilia, lavoro perché la Protezione Civile sia in grado di sviluppare un quadro di sensibilità e misure attorno ai rischi del trasporto merci, su ferrovia e su autostrada. Tutti sappiamo quante autostrade corrano in mezzo alle abitazioni e quante linea ferroviarie attraversino borghi e città. Serve che coloro che organizzano e gestiscono quei servizi condividano con le istituzioni i documenti di valutazione dei rischi, in modo da consentire la miglior organizzazione possibile di 118, Servizi Sanitari, Sicurezza, Antincendio e Protezione Civile.

Il punto è che, ancora oggi, non sappiamo niente di quei documenti. E questo è un problema di ognuno di noi. Perché è accaduto a Viareggio, ma poteva accadere ovunque. E solo la memoria, la determinazione e la speranza possono far sì che il passato non si ripeta.

Corteo Viareggio